Un uomo violento

Quando un tema sociale forte, come quello della violenza sulle donne, viene trattato in un film, si assiste a una narrazione di avvenimenti divisi tra il bene e il male, senza alcuna interferenza parallella a condividere un lato oscuro dell’essere umano, che secondo me esiste da sempre. Da sempre la donna ha dovuto subire le ingiurie dalla parte sbagliata del suo incantevole fantasioso mondo.
Quando questo tema viene affrontato in un fumetto come Diabolik, si sciolgono gli schemi, il gioco non è più dalla parte dei vincitori o vinti, ma dalla parte di chi si trova inserito nel meccanismo e trova disprezzo per chi produce questo dolore gratuito. Nella coppia di criminali di Clerville è Eva Kant quella più sensibile, a qualsiasi avvenimento possa mostrare un senso di inquietudine interiore, questo da sempre. L’abbiamo vista arrabbiata molte volte, per ogni male destinato a mostrarsi sulla strada della vita.Dalla droga alla violenza carnale, senza dimenticare la pedofilia, la visione distorta dell’omossesualità, la prostituzione, il mercato nero per il traffico d’organi, ecc.
Nell’albo di Diabolik uscito oggi in edicola, UN UOMO VIOLENTO, si affronta appunto il tema della violenza casalinga, una donna braccata dal marito, impossibilitata a fuggire, che ripone in uno stratagemma per attirare il Re del Terrore in suo aiuto, sapendo che oltre la refurtiva in questo colpo, vista proprio la assoluta sensibilità di Eva , avrebbe messo in gioco una propria personale vendetta. Il tutto a un prezzo molto alto per Sara, costretta a una dimostrazione di credibilità verso i due criminali, ma forse anche verso se stessa.
Non vado oltre in questa descrizione, se vi piacciono i fumetti vi consiglio l’acquisto di questo albo in edicola, se volete saperne di più vi rimando ai commenti e sensazioni che l’albo trasmette, sul forum ufficiale di Diabolik, da me gestito.







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