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Archivio per la categoria ‘letture’

Un uomo violento

Quando un tema sociale forte, come quello della violenza sulle donne, viene trattato in un film, si assiste a una narrazione di avvenimenti divisi tra il bene e il male, senza alcuna interferenza parallella a condividere un lato oscuro dell’essere umano, che secondo me esiste da sempre. Da sempre la donna ha dovuto subire le ingiurie dalla parte sbagliata del suo incantevole fantasioso mondo.

Quando questo tema viene affrontato in un fumetto come Diabolik, si sciolgono gli schemi, il gioco non è più dalla parte dei vincitori o vinti, ma dalla parte di chi si trova inserito nel meccanismo e trova disprezzo per chi produce questo dolore gratuito. Nella coppia di criminali di Clerville è Eva Kant quella più sensibile, a qualsiasi avvenimento possa mostrare un senso di inquietudine interiore, questo da sempre. L’abbiamo vista arrabbiata molte volte, per ogni male destinato a mostrarsi sulla strada della vita.Dalla droga alla violenza carnale, senza dimenticare la pedofilia, la visione distorta dell’omossesualità, la prostituzione, il mercato nero per il traffico d’organi, ecc.

Nell’albo di Diabolik uscito oggi in edicola, UN UOMO VIOLENTO, si affronta appunto il tema della violenza casalinga, una donna braccata dal marito, impossibilitata a fuggire, che ripone in uno stratagemma per attirare il Re del Terrore in suo aiuto, sapendo che oltre la refurtiva in questo colpo, vista proprio la assoluta sensibilità di Eva , avrebbe messo in gioco una propria personale vendetta. Il tutto a un prezzo molto alto per Sara, costretta a una dimostrazione di credibilità verso i due criminali, ma forse anche verso se stessa.

Non vado oltre in questa descrizione, se vi piacciono i fumetti vi consiglio l’acquisto di questo albo in edicola, se volete saperne di più vi rimando ai commenti e sensazioni che l’albo trasmette, sul forum ufficiale di Diabolik, da me gestito.

Più libri più liberi

8 dicembre 2011 4 commenti

Oggi sono stato alla fiera “Più libri piu liberi” che ogni anno si svolge a Roma in questo periodo di dicembre. Inizialmente non ero convinto di andare, ma dopo avermelo chiesto per 99 volte la mia amica Anastasia e aver detto di no, alla centesima ho capitolato, con sua buona pace :)

Andiamo all’evento in se stesso, dove l’evento era la presenza alla mostra, oggi, della scrittrice Amelie Nothomb, con conferenza e successivo incontro con firme allo stand della sua casa editrice italiana. Molta ressa in entrambe le situazioni, con foto di Anas dell’evento, che per l’incontro con la sua scrittrice preferita aveva quasi le lacrime agli occhi.

Personalmente ho comprato due tavole originali di Milo Manara allo stand Edizioni Il Grifo (nel pomeriggio ho trovato i tarocchi con disegni dello stesso Manara in una libreria di Roma) il tutto è semplicemente stupendo :)

E poi allo stand della Avagliano editore sono stato “catturato” da due opere prime di altrettante scrittrici presenti allo stand, libri che ho comprato con tanto di dedica delle due autrici. Sono Serena Frediani con “Il silenzio del colore nero” e Vanessa Valentinuzzi con “Volevo essere Coco Chanel”.

Alla prossima :)

Amelie Nothomb

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Edgar L. Masters

‎”Ho osservato tante volte
il marmo che mi hanno scolpito-
una nave alla fonda con la vela ammainata.
In realtà non rappresenta il mio approdo ma la mia vita.
Perché l’amore mi fu offerto ma fuggii le sue lusinghe;
il dolore bussò alla mia porta ma ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma paventai i rischi.
Eppure bramavo sempre di dare un senso alla vita.
Ora so che bisogna alzare le vele
e farsi portare dai venti della sorte
dovunque spingano la nave.
Dare un senso alla vita può sfociare in follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vago desiderio:
è una nave che desidera il mare ardentemente ma ha paura.”
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Shakespeare

C’è chi si vanta della sua nascita,chi del suo ingegno,
chi della sua ricchezza,chi del vigore del corpo,
chi degli abiti goffi per quanto tagliati alla moda,
altri ancora di falchi e levrieri,oppure di cavalli;
ogni temperamento ha il piacere che più gli si addice,
e vi trova una gioia superiore al resto.
Ma anche uno solo di questi dettagli riflette
la mia misura:io li miglioro tutti in un unico meglio.
Per me il tuo amore è migliore dei nobili natali,
più ricco di ogni ricchezza,più superbo degli abiti costosi,
assai più dilettevole di falchi o di cavalli.
Avendo te mi vanto del vanto di tutti,
e solo in una cosa mi sento infelice:
che mi puoi togliere tutto,e rendermi ancora più misero.
Shakespeare


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Sete di te m’incalza- Pablo Neruda

26 novembre 2010 3 commenti

Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.

Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.Sete di te m’incalza

Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.

Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.

Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.

Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.


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E’ vietato

5 novembre 2010 5 commenti

Alfredo Cuervo Barrero

È vietato piangere senza imparare,
alzarti al mattino senza saper cosa fare,
aver paura dei ricordi
È vietato non sorridere ai problemi,
non lottare per ciò che vuoi,
abbandonare tutto per paura,
non far diventare i tuoi sogni realtà.
È vietato non dimostrare il tuo amore,
far pagare a qualcuno i tuoi debiti e il tuo malumore
È vietato abbandonare i tuoi amici
non tentare di capire ciò che avete vissuto insieme
chiamarli soltanto quando hai bisogno
È vietato non fare le cose per te stesso
non creder in Dio e fare il tuo destino
Aver paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo respiro
È vietato sentire la mancanza di qualcuno senza rallegrarsi ,
dimenticare i suoi occhi e la sua risata
solo perché le vostre strade non si incrociano più
È vietato dimenticare il tuo passato e pagarlo con il tuo presente.
È vietato non tentare di capire le persone,
pensare che le loro vite valgano più della tua
non sapere che ognuno ha il suo cammino e la sua gioia
È vietato non creare la tua storia
smettere di ringraziare Dio per la tua vita,
non avere dei momenti per la gente
che ha bisogno di te,
non capire che ciò che ti da la vita
te la può anche togliere.
È vietato non cercare la tua felicità
non vivere la tua vita con un atteggiamento positivo
non pensare che potremmo essere migliori
non sentire che…
senza di te questo mondo non sarebbe uguale.”

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Ode alla cipolla (Pablo Neruda)

7 aprile 2010 5 commenti

Cipolla,
luminosa ampolla,
petalo su petalo
s’è formata la tua bellezza
squame di cristallo t’hanno accresciuta
e nel segreto della terra buia
s’è arrotondato il tuo ventre di rugiada.
Sotto la terra
è avvenuto il miracolo
e quando è apparso
il tuo lento germoglio verde,
e sono nate
le tue foglie come spade nell’orto,
la terra ha accumulato i suoi beni
mostrando la tua nuda trasparenza,
e come con Afrodite il mare remoto
copiò la magnolia
per formarle i seni,
la terra
così ti ha fatto,
cipolla,
chiara come un pianeta,
e destinata
a splendere
costellazione fissa,
rotonda rosa d’acqua,
sulla
mensa
della povera gente.Generosa
sciogli
il tuo globo di freschezza
nella consumazione
bruciante della pentola,
e la balza di cristallo
al calore acceso dell’olio
si trasforma in arricciata piuma d’oro.Ricorderò anche come feconda
la tua influenza l’amore dell’insalata
e sembra che il cielo contribuisca
dandoti forma fine di grandine
a celebrare la tua luminosità tritata
sugli emisferi di un pomodoro.
Ma alla portata
delle mani del popolo,
innaffiata con olio,
spolverata
con un po’ di sale,
ammazzi la fame
del bracciante nel duro cammino.
Stella dei poveri,
fata madrina
avvolta
in delicata
carta, esci dal suolo,
eterna, intatta, pura,
come semenza d’astro,
e quando ti taglia
il coltello in cucina
sgorga l’unica lacrima
senza pena.
Ci hai fatto piangere senza affliggerci.

Tutto quel che esiste ho celebrato, cipolla,
ma per me tu sei
più bella di un uccello
dalle piume accecanti,
ai miei occhi sei
globo celeste, coppa di platino,
danza immobile
di anemone innevato
e vive la fragranza della terra
nella tua natura cristallina

P. Cezanne “Cipolle e bottiglia” Onions and Bottle, 1895-1900, olio su tela, Musée d’Orsay, Paris.

Grazie a Giulia C. per questo post :)

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Enrico Brignano presentazione libro a L’Era Glaciale

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Lettera di Oscar Wilde

2 gennaio 2010 2 commenti

“A lord Alfred Douglas,
lunedì sera [29 aprile 1895], Carcere di S.M., Holloway

Mio carissimo ragazzo,
questo è per assicurarti del mio amore immortale,
eterno per te. Domani sarà tutto finito.
Se la prigione e il disonore saranno il mio destino,
pensa che il mio amore per te e questa idea,
questa convinzione ancora più divina,
che tu a tua volta mi ami,
mi sosterranno nella mia infelicità
e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza.
Poiché la speranza, anzi, la certezza,
di incontrarti di nuovo in un altro mondo
è la meta e l’ incoraggiamento della mia vita attuale,
ah! debbo continuare a vivere in questo mondo,
per questa ragione.
Il caro *** mi è venuto a trovare oggi.
Gli ho dato parecchi messaggi per te.
Mi ha detto una cosa che mi ha rassicurato:
che a mia madre non mancherà mia niente.
Ho sempre provveduto io al suo mantenimento,
e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice.
Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di
un Cristo), quanto a te, ti prego,
non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare,
parti per l’ Italia e riconquista la tua calma,
e componi quelle belle poesie che sai fare tu,
con quella grazia così strana.
Non esporti all’ Inghilterra per nessuna ragione al mondo.
Se un giorno, a Corfù o in qualche isola incantata,
ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme,
oh! la vita sarebbe più dolce di quanto sia stata mai.
Il tuo amore ha ali larghe ed è forte,
il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione
e mi conforta, il tuo amore è la luce di tutte le mie ore.
Se il fato ci sarà avverso,
coloro che non sanno cos’è l’amore scriveranno, lo so,
che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita.
Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero.
Il nostro amore è sempre stato bello e nobile,
e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia,
è perchè la natura di quell’ amore non è stata compresa.
Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi dà coraggio.
Debbo ricordarla.
Scrivi che è mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto.
Credo sia vero. Ci proverò e lo farò.
Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti
così che quando viene mi possa dire cosa fai.
Credo che gli avvocati possano vedere i detenuti con una certa frequenza.
Così potrò comunicare con te.
Sono così felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato.
Per me sarebbe stato un tormento pensarti in Inghilterra
mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale.
Spero tu abbia copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti.
Tendo le mani verso di te.
Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani.
Credo che il tuo amore veglierà sulla mia vita.
Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica
in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro.
Cerca di farmi avere tue notizie.
Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ;
la lunga giornata in tribunale mi ha spossato.
Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e più amabile.
Oh! aspettami! aspettami!
Io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti,
devotamente il tuo, con un amore immortale
Oscar”.

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La 46esima storia su Babbo Natale

14 dicembre 2009 2 commenti

Questo post non è mio, ma di Elucy, tratto dal suo blog, pubblicato nel dicembre dello scorso anno. Elucy scrive magnificamente e per questo volevo fargli un omaggio. Nei link troverete il suo blog, visitatelo.

Grazie Elucy ^_^

Babbo Natale desiderava come regalo trovare sotto il grosso abete in cortile una slitta nuova.
Quella che aveva stava cadendo a pezzi, quell’anno sarebbe stato l’ultimo che avrebbe potuto usarla. Anche quelli del collaudo gli avevano detto che ormai non potevano proprio più farla passare ai test, avevano chiuso un occhio, anche due, già troppe volte.
Babbo Natale scrisse allora una lettera dei desideri ma se la ritrovò nella sua cassetta della posta.
Era lui Babbo Natale, e non esisteva un Babbo di Babbo Natale.
Pensò “se non esiste un Babbo di Babbo Natale esiste però una befana”. Così cerco il numero di telefono di Befy sulla rubrica e la chiamò.
“Mi spiace, ma io posso portare solo carbone, non sono autorizzata a fare regali, se lo scoprono mi licenziano. Ma, scusa, perchè non ti rivolgi al sindacato? Il nostro quando volevano farci portare anche il carbone dolce ci ha difese.”
“Non ho un sindacato di categoria, di befane ce ne sono tante, di Babbo Natale ce n’è solo uno…”
Babbo Natale aspettò ansiosamente fino all’aprile del nuovo anno, ma quando finì di mangiare tutto il cioccolato dell’uovo di Pasqua dovette rassegnarsi al fatto di non aver trovato una slitta come sorpresa.
E contò centodieci stelle cadenti la notte di San Lorenzo, a tutte chiese la stessa cosa, ma dal cielo non biombò nessuna slitta nuova.
Era già autunno inoltrato e Babbo Natale non aveva ancora risolto il problema slitta. Le renne erano a terra, sul caldo tappeto zebrato in salotto.
Babbo Natale sprofondò sulla poltrona gonfiabile ed accese il maxi schermo LCD su Mediaset.
Gli apparì un simpatico motociclista che stava girando nel circuito di Valencia su una moto sopra un carrello trascinato da tozzi bulldog che indossavano una maglietta con il numero quarantasei. Ogni tanto inquadravano un adesivo sulla moto con la faccia di un cane al quale il pilota dedicava la vittoria.
“Lui mi può aiutare” sobbalzò Babbo Natale.
Le renne lo guardarono un po’ perplesse e spaventate: dei bulldog?
Babbo Natale non si fece fermare da quegli sguardi e chiamò subito Fuori Giri per farsi dare il nome ed il numero di cellulare di quel pilota.
“Ma gli devo parlare in italiano o in inglese?”
“Per carità! In italiano, gli parli in italiano.”
Valentino fu molto stupito e divertito.
“Sì, ma butta giù che ti richiamo io, che ho le chiamate gratis”
Babbo Natale fu colpito da tanta gentilezza, e fece come detto.
Passarono i giorni e le settimane, ma il telefono non squillava.
Babbo Natale, sempre più triste al pensiero dei bambini buoni senza regali, se ne stava alla finestra a vedere i primi fiocchi di neve scendere.
Quando, ad un tratto, vide una moto impennare in cortile.
“Scusa il ritardo Babby ma la Bridgestone faticava a trovarmi le gomme da neve, hanno un gran da fare ora che ci sono solo loro. I cani poi si sono rifiutati categoricamente di venire con me al freddo, sai, loro sono abituati al clima di Valencia, sono del mio amico Dani.”
Babbo Natale commosso ringraziava, guardando le renne corse a vedere quanto stava succedendo lì fuori.
Un po’ schifate si fecero legare alla moto e Babbo Natale salì con tutto il sacco di regali pronti, allacciandosi saldamente al generoso pilota.
“Che bello, con questo motore a valvole abbiamo fatto in un attimo”, le renne alla fine erano soddisfatte di aver faticato meno degli anni passati.
“E ci resta pure il tempo per una birra” aggiunse Babbo Natale
“Sì, ma il prossimo anno ti fai aiutare da Max” disse Vale brindando con Babbo Natale.

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