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Archivio per la categoria ‘considerazioni’

Melissa

Chissà, se gli avessero posto la domanda, se Melissa fosse stata d’accordo, a diventare il simbolo, come valore di eroe, della generazione che sta crescendo e come venti anni fà, come sempre è stato nella lotta contro la mafia. Così è avvenuto, da sabato mattina scorso, quando la sua vita è stata spezzata da un non precisato assassino, che sia un pazzo o un camorrista, non importa piu di tanto, adesso. Lei è morta nei giorni in cui ci si apprestava a ricordare il ventennale della strage di Capaci, davanti alla scuola che frequentava, proprio intitolata a Giovanni Falcone e sua moglie. Li abbiamo visti anche stasera quegli striscioni, allo stadio Barbera, per la partita commemorazione ai due giudici Falcone Borsellino. Lei che venti anni fà non era ancora nata, ha pagato con la sua giovane vita un destino troppo crudele, che vorrei poter capire un giorno, se guarda mai in faccia a chi sta andando incontro e in quale modo. Chissà la sua innocenza quanta forza ci potrà trasmettere per inseguire un futuro piu sicuro. Adesso come nei prossimi anni, soprattutto.

La stupidità divora facce e nomi senza storia

Ho visto un uomo cadere e poi rialzarsi.

Ho visto un uomo piangere e poi ridere.

Ho visto uomini tutti intorno a un uomo e picchiarlo.

Ho visto quell’uomo ridere per la stupidità dei suoi simili, che trattavano lui da stupido.

Anche dopo aver spento il fuoco, la cenere continua ad ardere, alimentata dai pensieri dei presenti, tutti intorno al camino a nascondere le proprie paure, le proprie incertezze e le profonde sensazioni di vergogna per il proprio operato.

Forse i bambini buoni sono destinati a crescere e incattivirsi, ma la bontà non stà nella crescita, piuttosto nel proprio ideale di conoscenza.

titolo post da “L’impossibile vivere” di Renato Zero

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Un uomo violento

Quando un tema sociale forte, come quello della violenza sulle donne, viene trattato in un film, si assiste a una narrazione di avvenimenti divisi tra il bene e il male, senza alcuna interferenza parallella a condividere un lato oscuro dell’essere umano, che secondo me esiste da sempre. Da sempre la donna ha dovuto subire le ingiurie dalla parte sbagliata del suo incantevole fantasioso mondo.

Quando questo tema viene affrontato in un fumetto come Diabolik, si sciolgono gli schemi, il gioco non è più dalla parte dei vincitori o vinti, ma dalla parte di chi si trova inserito nel meccanismo e trova disprezzo per chi produce questo dolore gratuito. Nella coppia di criminali di Clerville è Eva Kant quella più sensibile, a qualsiasi avvenimento possa mostrare un senso di inquietudine interiore, questo da sempre. L’abbiamo vista arrabbiata molte volte, per ogni male destinato a mostrarsi sulla strada della vita.Dalla droga alla violenza carnale, senza dimenticare la pedofilia, la visione distorta dell’omossesualità, la prostituzione, il mercato nero per il traffico d’organi, ecc.

Nell’albo di Diabolik uscito oggi in edicola, UN UOMO VIOLENTO, si affronta appunto il tema della violenza casalinga, una donna braccata dal marito, impossibilitata a fuggire, che ripone in uno stratagemma per attirare il Re del Terrore in suo aiuto, sapendo che oltre la refurtiva in questo colpo, vista proprio la assoluta sensibilità di Eva , avrebbe messo in gioco una propria personale vendetta. Il tutto a un prezzo molto alto per Sara, costretta a una dimostrazione di credibilità verso i due criminali, ma forse anche verso se stessa.

Non vado oltre in questa descrizione, se vi piacciono i fumetti vi consiglio l’acquisto di questo albo in edicola, se volete saperne di più vi rimando ai commenti e sensazioni che l’albo trasmette, sul forum ufficiale di Diabolik, da me gestito.

Nano nano

6 aprile 2012 3 commenti

Non si è mai troppo grandi per voler tornare bambini. E non si è mai troppo bambini per pensare di voler essere grandi.

Uno dei bambini che vive in me ricorda con nostalgia Mork e Mindy, telefilm degli anni ’80 che lanciò Robin Williams. Proprio quello di Good morning Vietnam, L’attimo fuggente e Mrs. Doubtfire, tra le tante cose che ha fatto.

La particolarità del personaggio interpretato da Williams sta nel fatto che Mork era un extraterestre, arrivato sulla terra con la sua navicella, causa un guasto tecnico. Questa navicella appare ogni volta nel finale del telefilm e ha la strana forma di un uovo.

L’uovo in questi giorni è protagonista dei nostri pensieri e forse anche di discussioni. Ma chissà quanto prevale il significato della sorpresa, bella o brutta che sia, nell’inconscio del bambino rinchiuso nel corpo dei grandi e nel bambino col desiderio di trovare come sorpresa veder realizzare il desiderio di diventare grandi. E chissà se invece per una volta la sorpresa non stia proprio nella confezione esterna dell’uovo, vederlo improvvisamente prendere il volo verso altri pianeti, salutandoci di nascosto nella sorpresa interna. Nano nano.

Quando le ciambelle non hanno il buco

In principio era un blog. Non sono di quelli che riesce a scrivere fatti o commenti della giornata o degli avvenimenti pubblici o privati. Quindi mi ritrovo ogni tanto a scrivere di scuse per l’assenza, ma i miei post sono principalmente miei testi, e in questo periodo non ho ispirazione e tempo per essa. Questo post invece lo scrivoper rendere partecipe il poco pubblico seguace rimasto della giornata veramente infelice sotto alcuni aspetti, che pesano troppo nel mio stato d’animo giornaliero. Si fa presto a parlare ma a porre le ragioni di una discussione su un tavolo imbastito dal vento, è veramente l’ultima cosa che si puo immaginare di produrre.

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12

29 dicembre 2011 3 commenti

Non è come guardare un vecchio album di fotografie, magari tirato fuori da un cassetto impolverato, dove la misura del tempo non esiste se si cerca di fermarlo. Lo fermi solo li dentro, il resto del tuo mondo continua a vivere.

No, è molto di più.

Forse è come quando programmi un viaggio e non stai nella pelle aspettando l’ora di partire, ma il transito potrebbe non rivelarsi come uno se lo aspetta. Forse è solo un’illusione, magari arrivi a credere a una situazione diversa se la strada presa fosse stata un’altra.

Come ci pensi ti ritrovi a partorire idee e soluzioni sempre piu confuse. Quindi inutile stare a paragonare i numeri di un anno che è esattamente come quello precedente o quello che sta arrivando. Quando il tempo chiede la fermata non guarda i numeri.

Di questo 2011 lascio indietro 6 mesi, li lascio li come sono venuti fuori, non voglio dimenticare niente, ma voglio che i ricordi siano altri.

Invece l’unico senso che riesco a dare adesso al nuovo anno è quel 12 che si abbina perfettamente co mio mese di nascita, marchio incancellabile di una nascita fortunata.

Non so quanto e con quale frequenza continuerò a scrivere su questo mio spazio, ma lo farò ancora.

Adesso voglio solo dedicare un pensiero affettuoso alle persone che in questo blog mi hanno fatto compagnia, piu o meno da sempre.

Quindi auguri di un sereno 2012 a Anastasia, Elucy,  Farnocchia, Girasole,  Marta, Romina,  Salamandrina,  Sonoqui, Stravaganza,  Superdelly, Tantopercantare , Valentina.

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Sogno un cimitero di campagna e io là all’ombra di un ciliegio in fiore senza età

4 dicembre 2011 2 commenti

Stasera voglio parlare un pò del cimitero, visto spesso in certi film o fumetti che frequento, vedi Dylan Dog :) come ambiente frequentato da morti viventi, leggi zombie.

Ma il cimitero di cui voglio parlare io è quello festoso, spesso di domenica ma non solo, di quando si vanno a trovare i propri cari, per un saluto e un momento condensato di ricordi e sentimenti mai persi.

Ed è bello anche scoprire l’esposizione delle persone allegre e spiritose che si è voluta dare alla foto della lapide o al contorno stesso, come le immagini prese dalla curva della Roma per il tifoso sfegatato, con frasi inerenti alla situazione. Mi piacciono quelle lapidi formate completamente da una immagine, che sia un cielo azzurro o uno sfondo di fiori e quant’altro.

Noi per Mamma abbiamo scelto, o forse è venuta da se, una foto di due anni fà del giorno del compleanno, mentre spegneva la torta ridendo. Quella è la sua immagine e quella resterà nei ricordi, insieme a tante altre.

Posto uno spezzone storico dal film di Carlo Verdone “Bianco rosso e Verdone” la famosa scena del cimitero. Un momento comico ma anche commovente, è giusto che sia cosi.

p.s. Il titolo del post tratto da “Una giornata uggiosa” di Mogol- Battisti

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Maschere

27 novembre 2011 Lascia un commento

Tema spesso utilizato nel confronto uomini-vita, in qualsiasi campo espressivo possibile. Io di mio non ci metto parole, ma approfitto per dare un minimo di promozione nel mio piccolo, a questo gruppo e a questa canzone.

SUNTIAGO

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Se stasera sono qui è perchè ti voglio bene

10 novembre 2011 2 commenti

Quando gli anni passano, ti trovi in molte occasioni a confrontare lo scorrere del tempo con quanto le situazioni della vita possano offrire.

Ma il rapporto fra due persone, può essere misurato dalla assenza di uno dei due, nonostante l’affetto sia reciproco?

Un rapporto di amicizia, approvato dopo diversi incontri e continue frequentazioni tramite web, proprio perchè sottolinea l’affetto che l’assenza puo provocare, sente il bisogno di rispondere a dei ricordi non troppo distanti che il cuore rende sempre costantemente vicini. Ma io sto passando un periodo che non capisco piu dove deve andare a parare, quindi mi ritrovo a discutere della mia eterna solitudine con me stesso, nonostante occhi

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Qualcuno mi (p)renda l’anima

2 ottobre 2011 2 commenti

Spiagge semideserte. Locali chiusi.

Amori in bianco e nero vanno sfumando lasciando alle onde di scegliere i ricordi da portare e i momenti da dimenticare.

L’autunno veste di malinconia le giornate che porta con se, aiutato da un sole sempre meno caldo e  presto sempre piu soffocato da nuvole imbevute in attesa di versare il proprio contenuto.

Pochi imperterriri passeggiatori della domenica si incrociano in sguardi unici, volti a trovare un motivo per giustificare la latitanza generale che stravolge i luoghi di mare con il finire della bella stagione.

In fondo un residuo di tentazione va vissuto con la giusta gioia.

In questo quadro di vita affogo i miei ricordi e i miei pensieri per il domani, da scegliere con la dovuta serenità.

Domani l’autunno lascerà il passo all’inverno, ma resteremo noi.

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