Il primo pensiero che mi viene in mente di te
Non è il tuo corpo se fosse nudo
ma la tua anima nuda se fosse mia.
Un contrasto che unisce i pensieri
è un incastro che divide i sentimenti.
Posso affezzionarmi al tuo seno
ma non potrei mai comprare il tuo sguardo
se fosse un chiodo fisso sulla pelle da baciare.
Il primo pensiero che mi viene in mente di te
non è il tuo mondo come se fosse mio
ma la tua pazienza infinita di aspettare l’amore.
Un desiderio che pulisce i ricordi
è un tradimento che nasconde delusioni.
Posso immaginarmi il tuo succo
ma non potrei mai ritrovare quel sapore
se fosse un orgasmo da vendere all’asta.
(non riesco a dare un corpo letterale a questo post, a dare una vita personale dei miei propositi a questo splendido titolo, quindi mi accontento di una foto, che potrebbe rendere la poesia…)
Esiste un’emozione che percorre la memoria, scorrendo album di vecchie fotografie. Sentimenti addormentati che rivedono la luce, come tende riaperte con l’inizio del nuovo giorno. E il sole.
Sono amori di una vita, fragili e potenti come marmellata sulle dita. E lingua a leccare il gusto, che ogni volta è una sensazione diversa e l’anima si risveglia quanto basta.
Sono amori accantonati ma mai abbandonati. Pronti al recupero con scialuppe di salvataggio, ogni volta che quei nomi ripercorrono la strada, infinita, dei ricordi.
Tu sei quella che resiste di più, sempre alla finestra a salutare, ogni volta che il passato bussa a questa porta, riconosco le tue mani e il suono che comporta, il battere deciso come se nessuno ascolta.
Lontano non esiste se lontano non raggiunge il paradiso. Vicino quanto basta un battito del cuore, a cancellare ancora l’incerto sapore del sale.
Amori di una vita, ogni strada ha una discesa che trasforma in salita, il lento ritorno verso casa, verso un nuovo giorno da ricominciare.
Verso un tempo appartenuto a questi sassi, ancora nelle mani dei bambini ora adulti. Nascondimi il segreto e non farmi piu tornare indietro.
Quale è il tuo nome
e dove è adesso il respiro che hai lasciato sul cuscino
quando sei andata via senza rivestirti quel mattino
i tuoi vestiti
sono ancora qui con me insieme al profumo che hai lasciato in ricordo
questa stanza che ha invaso il mondo della mia sensualità
quanto manca il desiderio di ripetersi ad ogni costo
uomini che perdono virilità
se gli neghi un bacio e un’insolita carezza.
Qual’è il tuo posto
e quanto tempo pensi di poter stare lontana
quando ti ho incontrato sei arrivata come una cartolina
viaggiatrice sconosciuta benvenuta nell’altrui pena
come carne cotta pronta da mangiare.
Una scelta potrà mai cambiare il tuo mestiere
donna che muove le sue pedine cone una dama sa salvare
ma il gioco resta sempre in mano a te
se il tuo sesso opposto è un uomo come me.
Cerco ancora il mio equilibrio
nel consiglio di un amico che ha vissuto
storie incantate a raccontarle cone favole
se anche le fate avessero sentito
sarebbe stato il buio il nemico a cui fuggire.
Ma se allo specchio hai lasciato il tuo viso da ammirare
dal mio corpo abbandonato hai sottratto ogni pudore
svuotato da ogni senso d’equilibrio
seguo ogni passo della tua scena migliore da salvare
quante vite hai attraversato come il fiume ha il suo mare
tu ogni volta chiudi la porta lasciando un uomo ad affogare.
Rimani così, anche se un altro anno è passato nessuno vedrà sul tuo viso quel che ti è stato raccontato.
Rimani così, come nelle fotografie si rimane immobili, impressi in pellicole che il tempo fra cento anni avrà consumato.
Ma poco importa a chi dopo di noi verrà, come chi il mondo ha creato e forse dimenticato.
Rimani come quel cassetto mai aperto, colmo di sogni e di speranze, che se mai un giorno ti decidessi ad aprirlo uscirebbero fuori i malumori del tempo che passa nonostante te sei sempre lì.
Rimani a pensare d’amore anche quando non c’è. Perchè amore c’è sempre anche se non vede te. O tu non cerchi lui.
Rimani cosi che un altro anno è passato, almeno cosi dicono i numeri.
Rimani così che forse una volta ancora non si accorge di te.
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