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Archive for Febbraio 2009

Gli anni che verranno

Febbraio 25, 2009 numeronove Lascia un commento

Mi ricorderò per sempre
dei nostri giorni inquieti
sdraiati su un letto di piume
circondati da diamanti e amore
negli anni che verranno.
Come rondini piene di attenzione
nella costruzione del proprio nido
per crescere nel calore dell’amore
i figli che verranno a primavera
negli anni che verranno.
La sicurezza di preservare il futuro
a piccoli incoscienti innocenti
degni di una virtù che non resiste
allontanando nuvole sempre più dense
negli anni che verranno.
Finchè un giorno resteremo soli
a guardare dietro i nostri ricordi
lucidità mentale che non può durare
ma ogni vuoto sarà riempito
da interminabili sogni fermi ad aspettare
gli anni che verranno

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La TV avvelenata

Febbraio 23, 2009 numeronove Lascia un commento

Sempre più riluttante alla visione

di questi incantesimi televisivi

che niente hanno a che fare con le favole

se non il proseguire la maledizione

lanciata in un mondo immaginario dalla strega cattiva

poi importato per giusti compensi

alla violenta ossessione di procedere la tortura

del benpensante telespettatore

credendo , pagando, di essere nel giusto

finendo, sottratto alla spensieratezza dell’ora serale

accasciato sul divano aspettando il sonno e i sogni

che non arriveranno mai piu

se non sotto forma di incubi

altrimenti spengendo la televisione.

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Amico assoluto

Febbraio 18, 2009 numeronove Lascia un commento

Posso pensare a qualcuno

eventualmente tralasciarne i particolari

nel racconto della mia conoscenza

all’anima tua profonda, sincera.

Perchè quando ascolti i miei pensieri

lo fai non solo per cimentarti nelle mie controversie

ma per rimandare al mittente

sotto forma di tuo amico assoluto

il contenuto di questi discorsi

rivalutati dai pensieri neutri tuoi

che non vantano citazioni

ma giuste considerazioni

da riportare intatte

nell’equilibrio di un esistenza

che vanta la propria sincerità

nel silenzio di un ipotesi non considerata

adattandosi al discorso ribelle

dei poveri illustri illuminati insegnanti.

Categories: i miei testi Tag:

C’è tempo

Febbraio 17, 2009 numeronove 1 commento

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C’è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C’è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d’estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.

C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz’ora sono qui arruffato
dentro una sala d’aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C’è un tempo d’aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare.

C’è tempo-Ivano Fossati

Categories: canzoni Tag:, ,

Il bene e il male

Febbraio 10, 2009 numeronove Lascia un commento

Posso forse scegliere

fra te e la tua caverna profonda

prendere il tuo amore come cresce nella testa e nel cuore

prendere il tuo amore come esce dal simbolo della tua verginità

Posso adesso scegliere

fra un sorriso impazzito da uno sguardo divertito

e un sorriso ingrato nascosto da una smorfia di dolore

Tutto questo fà parte del nostro bene e male

tutto questo descrive la nostra totale ammirazione

per i sensi opposti del nostro immaginare

che sia un letto riscaldato dalla tensione

o una stanza vuota dove in piedi c’è più pathos

succhiami anche il sangue

questo corpo sarà tuo per l’avvenire

mentre spargerò il tuo non solo di carezze umide

ma del frutto dell’amore che ci regalerà un futuro

che non si può comprare forse programmare

come il destino segna sull’agenda della vita

l’ultima volta che avremo fatto l’amore

per il gusto di assaporare il sesso opposto

per poi riprendere la vita qualunque

dove una madre nasconderà la propria infedeltà

alla vita e al suo stesso cuore…

Cresci insiema a me

ma lasciami libero di vedere oltre cosa potrei trovare

se solo non avessi paura del nostro futuro

mi circonderei di ogni più piccola parte del tuo corpo nudo

per rassicurarti ogni volta che possedendoti

avrai paura di aver sbagliato

numeronove2007

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Carnevale

Febbraio 8, 2009 numeronove Lascia un commento

Cantano canzoni

ricordando il mare

dietro ogni parola

nascondono l’amore.

La solita bugia

la tua sensualità

in fondo questa vita

cosa lascerà.

Cosa sarà mai domani

di questi coriandoli

che tieni tra le mani

che lanci più lontano

per non pensarci più.

Carnevale.

Nascondono i dolori

di un’errata gioventù

senti quel silenzio

di chi non vive più.

La solita vita

la tua sincerità

in fondo questa storia

qualcosa insegnerà.

Cosa sarà mai domani

di noi insoliti coriandoli

che lanci più lontano

e lasciarci dentro poi

quell’indomita realtà

di chi non vincerà.

Carnevale

T.M. numeronove (1990)
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E’ stato molto bello

Febbraio 3, 2009 numeronove 2 commenti

I colli dei cigni splendono alla luce
e mille barbagli trafiggono le palpebre
il fuoco che bruciò Roma è solo sprazzo.
Così mi incendi.
Con bugie di suoni mi possiedi.
E’ stato molto bello finisce la tarda estate.
E’ stato molto bello si prolungano le ombre oltre la sera.
Non domandarmi dove porta la strada seguila e cammina soltanto.
Io non invecchio niente più mi imprigiona.

Franco Battiato 1998


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