Confuso a lungo termine
Continuo a raccontare storie
a nascondere i legami
ossessiva presenza di un disastro interiore
l’altra faccia dei mio lieve avanzare
Anche se mi sento confuso
vedo in te ancora qualcosa in cui credere
avverto la presenza di un angelo custode
nell’animo mio inerme in piena battaglia.
Raccontami la tua vita
ti racconterò io la mia
saremo un dialogo continuo
perso in un futuro da salvare.
Raccontando la presenza
di un sentimento vero
avremo nuovi modi
di dimostrarci uniti
Confuso a lungo termine
in una strada buia
quando manchi tu
luce dei miei occhi
oltre la ragione
perdersi nell’animo
di un nuovo amore
di un tempo migliore
Continuo a vivere di te
a rivelarti le mie ambizioni
a circondarti del mio fiato
delle più profonde emozioni
Anche se rimango confuso
credo in te più che mai
unica medicina la tua presenza
unico legame con la mia essenza
Raccontami la tua vita
ti racconterò io la mia
saremo un dialogo continuo
perso in un futuro da salvare.
Raccontando la presenza
di un sentimento vero
avremo nuovi modi
di dimostrarci uniti
Confuso a lungo termine
in una strada grande
dove vedo solo te
luce che illumini il cammino
di questo strano mio destino
nascondi le tue emozioni
nel pallido candore lunare
che solo di notte ci fà impazzire d’amore
Milano non ha TE!
Avevo scritto questo post il 19 dicembre 2008, ascoltandoti parlare di questi tuoi viaggi a Milano. Mi era uscito questo pensiero, che adesso non sento più mio, non mi apprtiene più la stima e la fiducia che avevo nei tuoi confronti. Ti ho sempre dimostrato tutto questo, in più di una occasione. Spero solo di avere l’opportunità di dimostrarti adesso che non sei piu nulla. Forse potrai trovare un tuo spazio nelle voci vicine alle mie, ma escludo il ritorno al sentimento, per me è il bene piu prezioso, anche un semplice affetto è simbolo di credibilità. Tu non sei una persona credibile, per me.
Paola
Se ci fossi stato anch’io
il giorno che hai deciso di andar via
non avrei permesso mai
di lasciarti attraversare quella porta
senza prima strapparti la promessa
di non dimenticarci di noi.
Se avessi osato un pò di più
sarebbe stato un giorno come un altro
quanti sono i treni che percorrono
le distanze dalla nostra gioventù
nascondendo viaggiatori anonimi
osservatori di paesaggi inventati.
Se ripenso adesso a te
il motivo và cercato indietro
nelle traccie che hai lasciato
nel mio cuore di bambino
Io ripenso ancora a te
compagna di giochi e di amori
fedele vicina nei dispiaceri
con la testa che non ferma il tempo mai..
Paola!
Se ci fossi stato anch’io
il giorno che hai deciso di amare qualcuno
avrei fatto carte false per trattenerti
ignaro che l’amore
non è soltanto perchè si vuole bene
Se avessi scelto la tua stessa strada
forse adesso avremmo motivo di lasciarci
nella tenerezza di un bambino
non vive la certezza del destino
Se ripenso adesso a te
rivedo il sangue delle sbucciature
nelle fragili gambe da mostrare innocenti
le mie e le tue
Io ripenso ancora a te
cercando un motivo per convincermi
a non riprendere la stessa strada
abbandonata troppo tempo fà…
Paola!
R.I.P. Michael
Riposa In Pace, lontano finalmente da quei riflettori recenti che coglievano la tua immagine solo per portare il gossip sulle pagine dei giornali. Lontano da quegli assurdi agguati ogni volta che uscivi dalla tua tana nelle condizioni precarie a cui ci hanno abituato a rassegnarci.
Riposa In pace adesso, forse il tempo ha voluto venirti incontro e lasciare la traccia piu giovane e abile di te, quella che ti ha trasformato in re del pop, ma non solo. Certo la mancanza e il dolore è reso piu grande dalla cessata attesa per i concerti di Londra, che avrebbero dovuto essere gli ultimi, e tutti volevamo vederti vincere questa sfida con te stesso, tra il tuo passato e il tuo futuro. Adesso resta la rassegnazione, ma dentro tutti sapevamo che saresti rientrato alla grande…
Riposa In Pace riprendoti quella parte di fanciullezza che ti è stata negata, da un business molto piu grande di te, rappresentato da un padre e un mestiere che non hanno saputo confrontarsi con la tua parte di bambino che non hai mai cessato un solo istante di tenerti dentro e mostrarla a un pubblico che a volte si è mascherato da uomo cattivo senza rendersi conto che il gioco è vita…
Forse qualcuno troverà eccessivo tutto questo amore e rimpianto per Michael Jackson, ma se non si è vissuta la nascita e la crescita artistica sempre piu gloriosa di Jacko negli anni ‘80, non si puo giudicare…
Un dispiacere è infine quello che ci impone di ritirare fuori le canzoni e i lavori dei grandi artisti solo quando vengono a mancare…
Jacko!!!
Contaminazione
Condivido in pieno le tue scelte,le tue ipotesi azzardate su questo amore frammentario.La solitudine dei nostri corpi improvvisamente scompare,dimenticandosi dell’essenza del profumo che ci circonda inebriando l’aria.Il contatto una volta avvenuto non può essere annullato,entro nel tuo corpo e si sgretolano segreti,nel confuso immaginario di gemiti da spengere,sei legata alla mia testa perchè i miei pensieri,legano il tuo corpo in ogni parte censurata,dalla buona educazione di non contrastare la tua improvvisa voglia,di finire in un istante in un battito di ciglia,di smettere la verginità come fosse un’altra guerra da combattere nel fronte della diversità,alla fermata dell’autobus come fosse bere un bicchiere di troppo nel locale per astemi della tua giovinezza.Ecco ora sei pronta per amarmi,ora sei libera dal pregiudizio verso me,ecco ora siamo pronti per amarci.Certo siamo pronti per dimenticarci,e ricominciare ancora tutto daccapo,domani nel tuo letto riprenderemo il discorso,fatto di effusioni morbide carezze,adesso stai tranquilla che infrango le tue regole,dopo non avrai piu strade al buio da percorrere.
Colpo di scena
L’albo è Colpo di scena,uscito nell’agosto del 2000. Una storia scritta da Andrea Pasini e Patricia Martinelli per i disegni di Enzo facciolo.
Sto parlando di Diabolik ovviamente.
Si narra di una produzione cinematografica dedicata proprio a Diabolik, che vede ovviamente l’ispettore Ginko contrario e Dk e Eva divertiti dall’avvenimento. Nella tavola 11 vediamo i nostri in fase di relax in una piscina casalinga, Eva è distesa su un materassino gonfiabile in acqua e legge il giornale, DK si trova a bordo piscina seduto su una sedia intento a leggere un libro. La partenza del dialogo è bellissima:
-Eva:Caro, fanno un film su di te.
-DK:Non hanno altri argomenti?
Questo senza distogliere minimamente lo sguardo dal libro che sta leggendo, manifestando chiaramente la sua disapprovazione. Perchè Diabolik non è un fenomeno di costume, da usare come tornaconto per eventuali guadagni lucrosi.
Successivamente Eva fa un commento spiritoso elogiando il probabile fisico dell’attore che interpreta DK, che si desta dalla lettura, strattona Eva scherzosamente per darle l’effetto caduta. Successivamente anche lui fa un commento sull’attrice che interpreta la sua compagna, poi continuano insieme a leggere l’articolo con la spiegazione della storia del film.
l’amiciziA
C’è una scintilla di pazzia ogni volta che volto pagina nel libro della vita mia,ma sò anche che non corro il rischio di prendere fuoco,se qualcuno vive tutto il bene dell’amicizia insieme a te.E c’è una parte di quel libro che contiene pagine da scoprire,l’infinito non basterebbe per descrivere la tentazione di andare spediti all’ultima pagina,ma non funzionerebbe,il risultato sarebbe quello di spengere le proprie emozioni,i propri sentimenti,le paure e i deliri che la vita comporta. Allora ci accontentiamo del sogno per risvegliarci felici di sapere che da qualche parte del mondo o anche solo a pochi kilometri da te c’è un pensiero che prende forma,la forma del cuore e arriva sospirando aiutato dal vento e scaldato dal sole nelle case dove l’amicizia è ancora viva,vera,realtà inconfondibile di un sentimento mai stanco di esistere.
Il riflesso
Ho compreso finalmente
quale è il tuo vero valore
sei la persona sbagliata
che non ho cercato
ma ho ottenuto
distogliendo lo sguardo
una volta di più
dalla metafora melancolica dello specchio
sei stata il riflesso contorto
dell’unico raggio di sole rimasto
a osservare senza giudizio
ma con parsimonia attesa
la collisione di due fuochi
tentativi di amare senza foce
destino penetrato finchè vivo
l’assenza rende ridicolo ogni lamento
se un corpo avevi
non c’era motivo
di comprarne un altro
di ogni giudizio ricevuto
la giusta condanna avrai
numeronove 2007
La sposa occidentale
Un vero capolavoro di testo di Pasquale Panella per Lucio Battisti, 1990.
Non dobbiamo avere pazienza, ma
accampare pretese intorno a noi
come in un assedio, ed essere aggrediti
dalle voglie più voluminose:
un fiore, che è un fiore,
io non te l’ho mai portato
vuoi improvvisato, vuoi confezionato, ma
trasferisco da te tutti i fiorai,
è più facile a dirsi,
e infatti te lo dico.
Ti piacciono i dolci
ed io sul tuo terrazzo impianto
un’impastatrice industriale
che mescola e sciorina la crema per le scale.
Se tu ti vesti, io sul tuo balcone
faccio calare in forma d’indumenti,
tutti i paracaduti ed un tendone bianco da sceicco
e la sua scimitarra per fermaglio
ed è più facile a dirsi che a dimostrarlo falso,
e infatti te lo dico perché non basta il pensiero.
Vuoi prendere un treno di notte
pieno di paralumi e di damasco per dormire,
sennò a che serve un treno:
alzo con le mie leve tutti i binari
e, senza alcun disagio di viaggiare in discesa,
scivolano da te tutti i vagoni.
Detto cosi’ e’ semplice e infatti lo e’ detto cosi’.
Ti lascio immaginare cosa succederebbe
se tu volessi bere, se tu volessi nuotare,
se tu volessi l’ultimo centimetro di cima
del monte che ti pare
per farne niente o per otturare
un buchetto qualsiasi in fondo a un mare.
Trascurando il tempo ed il riso
tu escludi le risorse più abusive
che sono state mai precise come
sul tuo bel viso rilassato ed inespressivo.
Se nulla capivo, qui tu finalmente
nulla lasciavi germogliare sulla brulla,
paradossale, tra noi terra infondata,
dove sono i leoni,
ammattiti e marroni,
lasciando immaginare
la sposa occidentale.
La sposa occidentale che sembra quasi ridere
e invece lei respira,
quasi piangere, ma gira
dall’altra parte il viso, ma ritorna
portando sue notizie inaspettate;
amando tutto ciò che adora,
chiama con nomi fittizi le cose:
così, semmai, le rose
son spasimi, per ora.






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