Salvami
Poco da dire, grande prova di Gianna Nannini e Giorgia
TESTO:
Salvami
mi fa male quando è sincero
Salvami
dimmi almeno che non è vero
Guardami
Passi sbagliati
Angeli
Soli e accerchiati
Parlami
Tu sai la verità
Alzati
ama per sempre
Sbagliati
Non serve a niente
Vivere
Se non si dà
Alzati
Nasci ogni volta
Perditi
Sotto il diluvio
Spogliati
Bella così sarai
Guardalo
Ha mani bellissime
Guardalo
E’ puro nell’anima
Smettila
se sai come si fa
Alzati
Ama per sempre
Spogliati
Ridi di niente
Vivere
ci basterà
Alzati
E’ un sentimento
Libero
Vero tormento
Vivilo
Guarda il sole brucia per te, per te, per lui
La bocca trema di passione
Per me, per me
Rivoglio quel suo bacio
senza mai fine
Alzati
Ama per sempre
Sbagliati
Non serve a niente
Vivere
Se non ci si dà
Alzati
Dentro al cielo
E luccica
Spazio infinito e libertà
Che non finirà mai
Voce
Volevo sentire la tua voce, sciogliermi nel dolce suono delle tue parole, che mai bocca ha reso più suadenti e spoglie di come riesci tu.Entrare e nascondermi nei tuoi discorsi, penetrare nei tuoi pensieri e rendirmi complice dei tuoi lati belli della vita, dello sviluppo quotidiano della tua sincera felicità nel percorso di una strada che è guerra per chi combatte, ma è voglia di vivere per chi sorride all’ultimo fiore sbocciato, a un altro bambino nato, a un nuovo amore da proteggere e portare avanti, nella direzione opposta degli odii e dei lamenti, passando accanto a mendicanti di sogni che porgono la mano per non lasciare scivolare via la propria vecchiaia nell’indecenza di un dimenticatoio sotto forma di disprezzo per una qualità che non ha portato quantità di affetto ma si nasconde nella compassione.
Volevo sentire la tua voce, e imprimerla per sempre nelle mie dissonanze, malattia che si evolve e presto ti riscoprirà in lontananza bella come non sei stata mai,vita mia.
Fiabe
Quanto sono adesso lontani
da te
i sogni che facevi da bambina
fiabe
Hai vissuto nei castelli incantati
accanto a principi innamorati
osservando allo specchio il riflesso
delle gemme sulla corona
gioco che presto sarebbe scappato di mano
esplodendo in una testa cresciuta troppo in fretta.
Perchè poi avresti acceso la televisione
spento i sogni di fronte al mondo incantato
oltrepassare il confine non è stato difficile
tornare indietro ormai
non se ne parla piu.
Hai conosciuto il primo amore
un dispetto che ti ha fatto male
tra il fumo e l’alcool un pensiero non si nega
alla droga regina divina.
Un cassetto colmo ormai di sbagli
rimorsi che attendono di estinguere
la tua bellezza che va scomparendo
l’ombra del castello sempre piu lontana
Fiabe a cui non appartieni più…
numeronove_2009
Nelle sere buie di novembre
Mi fermo a guardare quelle luci
percorrono strade comandate dalla direzione
automobili frettolose lasciano la città
nelle sere buie di novembre.
Il percorso è breve ma confuso
come sempre sto venendo io da te
un altro appuntamento programmato
nelle sere buie di novembre.
Nelle orecchie sento ancora le tue parole
una scelta difficile da fare
stiamo per scrivere il nostro futuro
nelle sere buie di novembre.
Siamo stati felici compagni di viaggio
giorni interi a colorarci d’amore
ora abbiamo preso una decisione
in una notte buia di novembre
Domani saremo un’altra cosa
lasceremo ai posteri le nostre convinzioni
di ragazzi felici di amarsi
in una bella giornata di novembre
numeronove_2008
Piove
Ieri sera ho preso acqua, acqua piovana che mi scorreva sulla schiena, come quando tu ci scorrevi la tua mano, non prima di averla rinforzata nello strano inguento preparato.
Ingredienti segreti che davano fuoco e trasmettevano eccitazione, pochi istanti e la tua bocca seguiva la lava del vulcano.
Facile pulizia nell’immersione profonda che tu sapevi fare nel gioco del piacere. Piacere mio che presto sarebbe diventato tuo.
Lo stesso inguento da te creato apriva il varco scorrendo dalla schiena, come il lupo nella notte si sente obbligato a ululare, tu nel respiro fermato ti sentivi in dovere di gridare..prima del piacere..
Fuori ancora piove…
dentro di te ancora piove…
La finestra di fronte
Guarderò
fuochi artificiali scendere dal cielo
come saette che si immergono nei pensieri
di noi che siamo in attesa
attraverso finestre distanti
di affacciare diretto il nostro sguardo
rivolto verso l’ultimo passaggio
casualmente avvenuto nei tuoi sogni
come fossero i sentimenti ad alimentare i passi
dell’ uomo immerso nei miei panni
colui che fantasticando nelle notti insonni
di fronte alla finestra dove affaccia
la tua bellezza
indimenticabile
come la notte più lunga colma di stelle
ballerine intorno alla luna
Indimenticabile
come la passione spesa nel sorprenderci
confessando amori desiderati
ai nostri indefinibili stati d’animo
appena sfiorati al mattino
dalle carezze dei raggi solari
nel risveglio posto in un alba ancora tiepida
dell’ estate che stenta a salutare
Racconterò dei nostri sogni a tutto il mondo
nel viaggio interminabile che sta iniziando
dalla finestra fino alla realtà.
Tony novembre 2008
Novembre (Nada)
Novembre
Musica e testo : Davide Noseda
È già Novembre, piango per niente
e questa magia un giorno mi prenderà,
un giorno mi prenderà,
un giorno mi prenderà e porterà via
verso Novembre.
Ottobre e Novembre e un treno che parte
sembra distante anche se ritornerà,
anche se ritornerà,
anche se ritornerà per non lasciarti
da solo a Novembre.
Io sono qui, coi miei perché
e guardo la pioggia che risbatte.
E tu sei qui, vicino a me,
tossisci e cerchi le risposte;
perché a Novembre tutto è distante.
Arriva Novembre, piango per niente
e questa follia un giorno mi prenderà,
un giorno mi prenderà,
un giorno mi prenderà e lascerà qui
in mezzo a Novembre.
Io non ho più una risposta,
solo questo e ciò mi basta.
Cerco solo d’affondare per non ritornare,
non tornare, non tornare.
Ma questo Novembre dura per sempre,
questo Novembre dura per sempre.
Ottobre
E’ ottobre
l’orologio corre verso il nostro ultimo incontro
vivere è difficile
come fermo al semaforo correre
Ottobre,la vita scorre
guardo il cielo esprimo un desiderio
vivere è sempre più difficile
come fermo a un bivio attendere
ma tu non ci sei mai.
Dove sei dolce amica mia
ritroveremo insieme il nostro lago
con i cigni neri e bianchi
i pescatori sulle barche dondolanti
i riflessi del bosco
e chi vende tenerezza al tuo sguardo incantato.
Musa di antica bellezza.
Ottobre,l’orologio corre
verso il nostro primo incontro
vivere è insopportabile
come fermo al semaforo decidere
E’ ottobre,la vita scorre
guardo il cielo e penso ancora a te
vivere è sempre più probabile
come fermo è un uomo ad aspettare
ma tu non ci sei mai.
T.M.(numeronove)29/10/91
Le favole dei nonni
Il giocatore onesto
non abbandona la partita
anche se il risultato è avverso
continua la sua sfida.
Il mendicante vero
non cerca nella strada
il facile guadagno
anche quando piove
quella resta la sua casa.
Stiamo lasciando il paese
in mano ai delinquenti
noi giovani speranze
dirottati nei sogni come burattini.
Stiamo lasciando il potere
a chi non sa decidere
riconoscere il valore della vita
nelle giuste dimensioni.
Aiutami a riprendere il percorso
silurato da offerte sottocosto
acquisto facile e imprevisto
significa dimenticare il valore
dell’eterna faccia sorridente
di tutta la gente
che fino a ieri ancora stava sugli usci
case disorientate ma piene di calore
oltre la stufa a kerosene
le favole tramandate dai nonni
Anteprima Franco Battiato
Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?
Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce…
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.
La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge
La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato…
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!
Questo è il nuovo brano del maestro Battiato,l’album in uscita il 13 novembre.
Per ascoltarlo, sul sito di XL





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